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I CASTELLI COSTIERI
Lasciato Castel del Monte, al quale non poteva non darsi il rilievo dovuto, vediamo un po' i castelli delle città costiere che, con le torri, costituivano la prima linea di difesa della regione.
Nel foggiano, grandiosi sono quello di Vieste e di Manfredonia. Il nucleo originario del primo, oggi irriconoscibile, risale al 1240, ma poi la costruzione fu largamente rimaneggiata e ampliata nel XVI sec. durante il viceregno spagnolo. Qui si rifugiarono molti viestani nel 1554, scampando così a sicura morte, quando il pirata Draugt mise a sacco e fuoco la città. Il castello di Manfredonia, sorgerà qualche anno dopo rispetto a quello di Vieste per la volontà di Manfredi il quale, nel 1256, dà il via ai lavori.

Nel giro di un paio di anni parte delle mura cittadine e castello sono cosa fatta. La nuova città doveva ospitare quanti fuggivano dalla vicina Siponto per la malaria, ma soprattutto perché colpita essa stessa, anni prima, da un terremoto. Il maniero, oggi nel cuore del tessuto urbano, era ai margini delle mura, aveva forma quadrangolare, con quattro torri di cui tre cilindriche e una quadrata. Furono gli Angioini e poi gli Aragonesi ad ampliarlo con una seconda cortina, con altre torri angolari, con un fossato e un ponte levatoio. Della fortificazione urbica con torri, porte e fossato lungo il perimetro delle mura realizzata dagli Angioini e successivamente ampliata e rafforzata dagli Aragonesi, rimane ben poco se non qualche breve scampolo del circuito murario e alcune torri cilindriche.
Assalita più spesso dai pirati illirici e saraceni, una costante non solo per questa città, il 16 agosto del 1629fu occupata dai soldati della Sublime Porta. In quella circostanza fu rapita dal Convento delle Clarisse Giacometta Beccarini, di otto anni, che, portata in Oriente e finita a Costantinopoli nell'harem del Sultano, diviene, di questo, tra le tante, la favorita.
Scendendo verso sud, troviamo il castello “molto nobile e ricco”, come lo definisce Leandro Alberti, di Barletta, comunicante da tempo con il mare.
Iniziato in epoca normanna e ampliato dagli Svevi, fu sotto gli Angioini che il maniero subì le prima trasformazioni grazie a Pietro d'Agincourt, l'architetto militare al servizio di Carlo I e II d'Angiò. Fu, comunque, negli anni '30 del Cinquecento che l'imponente opera assunse l'aspetto definitivo che conosciamo, con la poderosa mole a pianta quadrangolare, piazza d'arme centrale, postazioni per cannoni lungo le cortine e gli spigoli, con l'ampio e profondo fossato, gli imponenti bastioni angolari a lancia, il ponte levatoio, oggi sostituito da un passaggio in pietra su archi. Questi interventi furono progettati e realizzati da Evangelista Menga, architetto militare che lavorò anche al maniero di Copertino di Lecce.


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