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BRINDISI E OTRANTO NEL KITAB-I BAHRIYE DI PIRI RE'IS
Nei primi decenni del 1500 il pirata turco Piri Re'is, nato a Gallipoli sui Dardanelli, nipote di Camali ed “allievo“ di Hayreddin Barbarossa, diventa ammiraglio della potente flotta della Sublime Porta.
Il mare era la sua vita: da pirata opera scorrerie lungo tutte le coste del Mediterraneo, assale navi commerciali in transito, si scontra all'arma bianca con le scimitarre che brillano ai raggi del sole, sequestra, rapisce e stupra belle donne che poi vende sui mercati degli schiavi; da ammiraglio, e in età matura, pur conservando lo spirito d'avventura e il coraggio di sempre, ridisegna, aiutato da uno stuolo di miniaturisti, tutti i portolani di cui disponeva, dando vita ad un'opera di cartografia, unica per bellezza e per puntualità di riferimenti, il Kitab-i bahriye (Libro del mare), che dona a Solimano il Magnifico.

Nel testo che accompagna le immagini presenti nel Kitab-i bahriye, Piri Re'is descrive, quasi a puntualizzare meglio le stesse, le distanze, la posizione delle torri, i fiumi che sfociano nel mare, le secche presenti lungo il litorale, i porti, le città costiere. Da questa descrizione si nota come l'autore conoscesse molto bene il Mediterraneo per averlo attraversato in lungo e in largo. In Puglia, il pirata-ammiraglio turco ci sarà stato molte volte: non è un caso che riesca a descrivere e a disegnare con puntualità (stupefacente è la tavola di Gallipoli) tutto il litorale costiero e alcune città interne. A proposito del porto di Brindisi, ad esempio, così scrive “…c'è un bellissimo e grandissimo porto naturale che può dare asilo a trecento o quattrocento navi. Fra questo porto e Valona (Avlona, in Albania) ci sono cento miglia e da Valona a Otranto 60 miglia. Da Brindisi a Otranto ci sono 40 miglia. Alla bocca del porto c'è un'isola rocciosa sulla quale è stato costruito un piccolo castello fortificato da cannoni. Navi straniere non possono entrarvi: fra l'altro la bocca del porto è chiusa da catene. Ai due capi delle catene ci sono due grossi con sentinelle e difensori…”. E poi descrive la costa da Brindisi a Otranto “…Fra i borghi di Otranto (Otoranto) e Brindisi, a 25 miglia da Brindisi, c'è la torre (pirgos) di San Cataldo (San Qatalde) in un luogo per caricar le navi che sta sotto il borgo di Lecce (Delec) situato sette miglia all'interno… Verso il mare ci sono delle secche che non vedono e alle quali bisogna fare attenzione. La zona che va da queste secche al molo è rocciosa. A sud-est del molo c'è il borgo di Roca (Roqa, Roca Vecchia) che un tempo era una grande città, e ora c'è solo poca gente. Da questo borgo verso est, si trova, a cinque miglia, Otranto. Otranto è un borgo sulla riva del mare situato verso nord-est. Sulla punta che sta dalla parte est del borgo c'è una torre (pirgos) detta “faro” ed è chiamata anche ‘Torre dei Serpenti' (Yilan Quilesi?). Di fronte a questa torre c'è un'isoletta e dalla parte sud-ovest di questa c'è il porto di Otranto”.


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