HOME
HOME


  ACCEDI ALLA TUA AREA PRIVATA
username
password
Dimenticata la password?
Bed & Breakfast [88]
Hotel [16]
Agriturismi e Trulli [18]
Case e Appartamenti [26]
Affitta camere [3]
Centri benessere [0]
Campeggi [1]
Villaggi turistici [0]
Altri servizi [0]

Spiagge
Località
Laghi
Grotte marine

Archeologia
Castelli e Torri
Terra e Mare
I Luoghi della Fede

Ricette
Prodotti

LOCALI
Ristoranti - Trattorie [1]
Birrerie - Discoteche [4]
Teatri - Cinema [71]
 
OFFERTE IN CORSO
Nessuna offerta disponibile
 


Puglia vacanze, turismo e cultura nel sud-est italia
 ALLOGGI
alloggi
 MARE
mare
CULTURA
cultura
 SAPORI
sapori
 EVENTI
eventi
 PAESAGGI
paesaggi
PUGLIA
puglia
inserisci e promuovi nel portale:
IL TUO ALLOGGIO · IL TUO LOCALE · IL TUO RISTORANTE · UN BANNER


I CASTELLI DELL'ENTROTERRA
Non meno imponenti né meno illustri sono i castelli dell'entroterra, posti sempre in posizione strategica, soprattutto i più datati.
In provincia di Foggia si trova il castello di Bovino, costruito nel 1045 dal normanno Drogone, figlio di primo letto di Tancredi d'Altavilla e fratellastro di Roberto il Guiscardo primo conte di Puglia. Il maniero rimane impresso nella mente del visitatore e per la posizione e per il bel restauro operato. Costruito sui resti di una rocca romana, fu ampliato da Federico II e successivamente rimaneggiato dai duchi di Guevara, giunti in Italia dalla Spagna al seguito di Alfonso I d'Aragona. Del castello romano normanno rimane solo torrione visibile a sinistra entrando nello spiazzo antistante la fortezza che, in verità, sembra oggi una graziosa residenza signorile. Qui era di casa, tra gli altri, Torquato Tasso che a ricordo perenne di don Giovanni Guevara, suo amico e protettore, scrisse una lode incisa su una lapida posta sulla stradina che scende dal castello verso il centro storico. Ha origini normanne anche il maniero di Delicato, che viene ampliato in età federiciana, trasformato successivamente e inserito nelle mura cittadine. E' situato nella parte più alta del paese, a strapiombo sul torrente sottostante. Ha due torri cilindriche ben raccordate tra loro e una terza quadrata alta trenta metri che si nota a distanza, stagliandosi ben evidente al di sopra del fortilizio.
Fu fatto costruire nel 1004 dal catalano bizantino, invece, il castello di Dragonara, sul Fortore. Rimaneggiato e ampliato in età sveva e anche nei secoli succesivi, esso ha pianta quadrilatera con quattro torri, due cilindriche e due quadrangolari. A Torremaggiore, troviamo il castello dei di Sangro, una imponente struttura quadrangolare, con agli angoli torri cilindriche merlate. Era dotato un tempo di fossato e ponte levatoio, poi, in seguito alle continue trasformazioni, è divenuto residenza signorile.
Del maniero federiciano di Lucera, che sorgeva sull'antica acropoli romana e che doveva essere molto imponente stando anche ad una veduta di Desprez del 1778, rimane ben poco, così come ben poco rimane delle officine della zecca ubicate nelle vicinanze. Esso sorgeva sul vastissimo pianoro, periferico rispetto alla città, sul quale furono insediati migliaia di musulmani, che Federico II aveva trasferito con la forza dalla Sicilia perché turbolenti e ribelli al suo potere. Arrivati a Lucera, però, non credendo ai loro occhi, godettero della massima libertà sia in materia religiosa (non fu un caso che laddove oggi sorge la cattedrale della città vi era una moschea), che in materia di iniziative agricole, commerciali e artigianali. Tanto apprezzarono la libertà e la magnanimità di Federico che da quel momento, superati tutti gli odi pregressi, divennero i più fedeli sostenitori dell'imperatore svevo.
Arrivati anche a Lucera gli Angioini, fedelissimi com'erano al Papa, distrussero la moschea e trucidarono migliaia di musulmani, e, tra il 1269 e il 1283, con Carlo I d'Angiò, cinsero l'intera piana di poderose mura lunghe circa un chilometro, con ben 15 torri quadrangolari e due circolari tra le quali quella delle Leonessa che si riconosce per la bagnatura sul basamento

Il castello di Monte Sant'Angelo, con la imponente Torre dei Giganti, nucleo originario di tutto il complesso fortificato, ha una storia più antica e diversa rispetto a tutti gli altri castelli pugliesi per la presenza della grotta di san Michele Arcangelo.
Fu Orso I, vescovo della longobarda Benevento, che diede il via alla costruzione del maniero nella parte più alta della città tra l'838 e l'839. Intervennero poi i Normanni, che apportarono molte trasformazioni e lo ampliarono, così come fecero successivamente gli Svevi con Federico II. Dopo un periodo di decadenza, riebbe le attenzioni degli Aragonesi che costruirono i torrioni circolari e i sistemi di difesa contro le armi da fuoco. Il complesso è dotato di un ampio e profondo fossato, tranne che a settentrione ove si eleva a strapiombo sulla rupe dominante una vasta vallata dell'altopiano garganico. All'interno si accedeva attraverso un ponte levatoio.
Spostandoci in provincia di Bari, non possiamo tralasciare due castelli che da opere fortificate divengono, con una serie di trasformazioni, nell'arco di alcuni secoli, importanti palazzi signorili.
E' il caso del castello normanno di Acquaviva delle Fonti, sorto su un impianto più antico, del quale rimangono due torri che si innalzano al di sopra dell'attuale complesso (le altre due furono inglobate nella struttura ampliata e rimaneggiata, soprattutto tra il Sei e il Settecento, quando il palazzo fu acquistato dal genovese de Mari).
L'altro, anche esso romano, è quello di Conversano con la torre centrale parallelepipeda che poggia sulla base di una più antica costruzione.
Ampliato e rimaneggiato nel periodo svevo e angioino, il castello, tra il XV e il XVIII sec. si arricchisce dell'imponente torre cilindrica, dell'altra dodecagonale oltre che del portale d'ingresso. In periodo barocco diventa fastosa residenza signorile della potente famiglia degli Acquavivs d'Aragona, proprietaria del maniero dal 1508 al 1806. nel Seicento viene ospitato il pittore napoletano Domenico Finoglio che realizza le grandi tele dell “Gerusalemme Liberata” e affresca il soffitto della camera nunziale di Giangirolamo II e di Isabella Filomarino, soprannominati rispettivamente il “guercio” e l'”aspide” di Puglia.
Agli Acquaviva si deve la realizzazione nel Settecento, a Marchione, a pochi chilometri dalla cittadina, di una sontuosa residenza estiva a pianta rettangolare. Agli angoli sorgono quattro torrette cilindriche che si arrestano all'altezza del primo piano, mentre il prospetto è dotato di ampia scala centrale a doppia rampa dalla quale, superata una loggetta trifora, si accede ad un grandissimo salone di rappresentanza. Al progetto avrebbe lavorato Vincenzo Ruffo della scuola del Vanvitelli.
Un castello molto caro a Federico II fu quello di Gioia del Colle, edificato su una precedente rocca bizantina. Esso fu ampliato e largamente strutturato dall'imperatore svevo e successivamente dagli Angioini.
Il maniero, con rivestimento a bugnato, ha pianta quadrangolare con due torri agli angoli del lato che guarda a sud. Entrambe sono imponenti per la loro struttura ma anche per l'altezza: l'una, denominata de'Rossi, è alta 26 metri, l'altra, detta dell'Imperatrice, 24.
Qui vide la luce, secondo i più, il biondo Manfredi, figlio di Bianca Lancia, la più amata delle tante mogli e concubine di Federico II, che si lasciò morire in una delle due torri. Sempre qui, secondo la leggenda, accolto da cavalieri e popolani, scortato dai fedelissimi saraceni di Lucera e dal diciottenne Manfredi, sostò cadavere, nella grande sala del trono, Federico II, proveniente da Castelfiorentino, prima di essere imbarcato a Taranto alla volta di Palermo dove venne sepolto nella cattedrale. Era l'anno 1250.


Torna alla lista »



Copyright © 2007-2014 COSTA EST -
P.IVA 02647840400 - Tutti i diritti riservati - Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti | privacy policy