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LA VALLE D'ITRIA
Parlare dei trulli di Alberobello significa parlare della Valle d'Itria, se non altro perché, volendo raggiungere il paese incantato e fiabesco del quale abbiamo detto, la valle bisogna giocoforza attraversarla.
Sono migliaia le case a cono che spuntano in ogni angolo della campagna che in primavera si copre di mille colori e sprigiona mille profumi.
Il bianco dei fiori del mandorlo e del ciliegio, il verde dei prati punteggiati da intensi colori, il rosa della chioma degli albicocchi, il rosso intenso dei fiori dei melograni, il verde dei vigneti, il rosso prugna della terra, il grigio della roccia sporgente e dei muretti a secco che si intricano tra di loro, creano un paesaggio che non ha pari. Non sembra d'essere nella Puglia siticulosa, tanta è la ricchezza e la vivacità della campagna, che, realtà quasi unica nel sud, è fortemente urbanizzata: linde piccole case bianche, capanne, trulli, complessi masserizi si susseguono gli uni agli altri. E in mezzo a questa natura incanta, con i fazzoletti di terra curati sin nei minimi particolari ma ricca anche di boschi sempreverdi, nel giro di pochi chilometri, spuntano, quasi tutti in cima a qualche collina, i paesi della valle.

Locorotondo è città famosa per la produzione di vino bianco doc che prende il nome dal lugo. La si nota da chilometri, posta com'è a 416 metri di altezza, ed è inconfondibile per il profilo circolare della struttura urbanistica, per le case con i tetti a spiovente, per la cupola e il campanile della chiesa madre che sovrastano il paese.
Cisternino una sorta di balcone sulla valle. La cittadina a un centro storico che merita una visita attenta e accurata per le strette viuzze che si raggomitolano su se stesse, per i muri bianchissimi degli edifici semplici e lineari, per i fiori coloratissimi che ravvivano i mille balconi, per le scale che ti portano su e giù come su di una giostra, per i numerosi sottopassi e per quelle strane indicazioni toponomastiche dei quartieri riprodotte su belle targhe maiolicate agli angoli delle stradine.

Ostuni, la città bianca per antonomasia, guarda verso l'Adriatico, ma dei paesi della Valle d'Itria ha tutto lo splendore. Di giorno ti abbaglia da lontano, di sera, con le luci gialline che la illuminano, sembra un'astronave in attesa di spiccare il volo.
E' su di un colle, circondata dalle mura medievali entro le quali è racchiuso il centro storico, con la sua famosa Cattedrale, alla quale si arriva, partendo dalla piazza dominata dalla colonna di sant'Oronzo, patrono della città, attraverso una tortuosa e stretta stradina sulla quale si affacciano decine di negozi. Nel centro storico sono da vedere i portali di alcuni palazzi, ma anche di modesti caseggiati, tutti stracarichi di decorazioni.
Non lontana da Ostuni c'è Martina Franca, famosa per il centro storico e il barocco delle chiese (collegiata di san Matino e chiesa di san Domenico) e dei palazzi gentilizi, ma anche per il Palazzo Ducale dove si conservano in grandiose sale le pitture di Domenico Carella. Martina Franca è nota per il Festival della Valle d'Itria, una grande kermesse di musica lirico-sinfonica, che richiama melomani da ogni parte del mondo. E infine Ceglie Messapica, che già il nome indica come città preromana. Del periodo messapico, a differenza di tante altre località, non ha conservato alcunché se non un tratto di muraglione di difficile individuazione. Molti e significativi sono però i materiali venuti fuori nel corso di numerose campagne di scavo e conservati in parte nel locale Museo dove si possono ammirare anche una dozzina di tele donate alla sua città natale da Emilio Notte, uno dei più autorevoli pittori futuristi.


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