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Fu l'abate Elia, divenuto poi vescovo della città, a dare il via alla costruzione che nel 1197, con la consacrazione, era evidentemente terminata.
La facciata, nella semplicità dell'impostazione generale, con bifore e monofore che conferiscono leggerezza all'insieme, è tripartita da lesene che non solo annunciano l'interno a tre navate, ma danno slancio a tutto l'edificio. Il portale centrale è incorniciato da un protiro a cuspide sul quale, su di una mensola, vi è una sfinge. Due torri angolari chiudono il prospetto, le uniche rimaste delle quattro che erano poste agli angoli dell'intera fabbrica.
Grandi archi a tutto sesto poggianti su colonne polistili delimitano le tre navate, la centrale delle quali ha grandi archi trasversali realizzati verso la metà del 1400 per motivi statici e che disturbano il ricco soffitto della navata.
Accanto alle tante opere d'arte che si conservano si ammirano il ciborio e la sedia episcopale per i ricchi motivi decorativi.
Con la basilica romanica, a san Nicola è dedicato un altro insegne monumento barese, la chiesa russa al rione Carrassi. Firmato dall'architetto Wsielvold Subbutin, il progetto per la costruzione di un edificio religioso e di un centro di accoglienza per i pellegrini russi che da secoli frequentavano, mal ricambiati, la città di Bari per venerare le reliquie del santo Myra, fu approvato dallo zar Nicola II nel 1911; la prima pietra della fabbrica fu posta qualche anno dopo, il 23 maggio del 1913. il complesso culturale, che imita quello medievale della Trasfigurazione di Neredica, un centro nei pressi di Novgorod, dopo lunghi anni di abbandono, è stato restaurato e, da poco tempo, si è ricongiunto al Patriarcato di Mosca.
Sempre a Bari, meno nota ma storicamente non meno importante, è la cattedrale dedicata a san Sabino. Anche questa, nonostante le modifiche e gli interventi avvenuti nei secoli, ha linee e struttura romaniche. La fabbrica, edificata nel 1034 dal vescovo Bisanzio, fu in parte distrutta da Guglielmo il Malo nel 1556. La fisionomia che l'avvicina non poco alla basilica nicolaiana è dovuta all'iniziativa presa dal vescovo Rainaldo alla fine del XIII sec. Il materiale di reintegro utilizzato nel corso dei diversi interventi di consolidamento e di restauro, e sin dalla sua fondazione, dimostra come il luogo era stato già utilizzato a fini di culto nei secoli precedenti.
Scendendo più a sud, incontriamo santa Maria della Colonna a Rutigliano, chiesa a tre navate, con un bel portale nel cui architrave è scolpito Cristo e gli Apostoli con sopra l'Annunciazione. Costruita da Ugo il Normanno, su una preesistente chiesa bizantina, e consacrata nel 1108, conserva all'interno un politico del Vivarini della seconda metà del'400. A pochi chilometri vi è Conversano con la cattedrale romanica, costruita tra la fine dell'XI e l'inizio del XII sec. Ha pianta a forma di T maiuscola, e conta tre navate, annunciate già dal grande prospetto tripartito. Grandioso il rosone centrale in corrispondenza del bel portale principale riccamente decorato con ai lati due leoni stilofori che sostengono il baldacchino.
A Taranto del primitivo prospetto della cattedrale dell'XI secolo non resta alcunché. L'interno edificio nel corso dei secoli è stato fortemente rimaneggiato e il prospetto rifatto nel 1713 dal leccese Mauro Manieri. L'interno a tre navate divise da sedici colonna, ha tracce del mosaico originale e un grandioso soffitto ligneo. Da visitare la barocca cappella di san Cataldo, patrono della città, con i suoi marmi policromi (Gustavo Meyer-Graz, un viaggiatore tedesco che visita Taranto verso la fine del 1800, definisce “orribile” questo sovraccarico di decorazioni barocche), ma anche la cripta con alcuni affreschi bizantini.



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