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DEVOZIONE POPOLARE
In tutta la regione saranno migliaia le edicolette votive presenti, generalmente, nei piccoli e grandi centri storici delle comunità locali. Nelle nicchie sono rappresentati i santi “più miracolosi”, quelli che, per intenderci, secondo la semplicità religiosa di chi aveva commissionato questi ex voto, avevano guarito da un male incurabile un parente stretto o un amico, o avevano esaudito una richiesta impossibile, o avevano fatto avere risultati insperati durante l'annata agricola, etc.
Su tratta quasi sempre di rappresentazioni molto naif, anche se non mancano quelle realizzate da maestri cartapestai, da provetti scalpellini, da buoni frescanti. Intorno a non poche edicolette si svolgevano durante l'anno feste rionali con banda, bancarelle di noccioline, luminarie molto semplici, lancio di palloni aerostatici.)
In provincia di Lecce spicca la cattedrale di Otranto, a croce latina e a tre navate, con il suo essenziale prospetto su cui campeggia un grande rosone. All'interno cadono subito gli occhi sul grandioso mosaico pavimentale del monaco Pantaleone rappresentante l'albero della vita. In fondo alla navata destra la cappella dei Martiri, dove si conservano le reliquie degli otrantini decapitati sul vicino colle della Minerva nel 1480, nonché la grandiosa cripta dove una selva di colonna in marmo di vari colori e dai diversi capitelli dividono gli spazi interni e sostengono la volta.
Numerosi e imponenti sono anche altri edifici sorti all'indomani di quel grande fenomeno che fu il romanico pugliese.
Tra questi vi è certamente la cattedrale di Lucera, “il primo edificio pugliese che possa dirsi – scrive Pina Belli d'Elia – veramente gotico, sia pure di un gotico all'italiana”. A tre navate, divise da grandi archi ogivali, e a croce latina, è dedicata all'Assunta. Fu eretta nel XIV sec. da Carlo d'Angiò per compiacere papa Bonifacio VIII sulla moschea rasa al suolo nella quale si radunava la numerosissima comunità islamica presente nella città e trasferita forzatamente dalla Sicilia in Puglia da Federico II. C'è da dire, a questo proposito, che la mensa dell'altare maggiore della chiesa è di epoca federiciana e proviene da Castel Fiorentino, luogo nel quale morì nel 1250 l'Imperatore Svevo.
Molto più antica, risalirebbe all'XI sec. stando ad alcune strutture ancora visibili, costruita sulla tomba di san Sabino, è, invece, quella di Canosa, con a lato la tomba orientaleggiante, a pianta quadrata con cupoletta, di Boemondo, l'eroe della prima crociata, morto nel 1111. Dell'edificio originario, fagocitato da quello ottocentesco, restano all'interno il pulpito di Acceptus e la cattedrale vescovile a firma di Romualdo sostenuta da due elefanti, mentre sulla lastra frontale sono scolpite due aquilette. La cattedrale ci Cerignola, ha una cupola che ricorda quella di Santa Maria del Fiore a Firenze. Santa Caterina d'Alessandria di Galatina, resta un altro esempio di architettura gotica: fu costruita verso la fine del 1300 dalla potente famiglia degli Orsini del Balzo (Raimondello e Giovanni Antonio, padre e figlio) e donata ai francescani. Il prospetto è tardo romantico e il portale principale è riccamente intagliato nella triplice fascia. Un architrave scolpito presenta la scena di Cristo con gli Apostoli. Ricchissima la decorazione pittorica dell'interno diviso in cinque navate con arcate ogivali: gli affreschi, complessivamente in buono stato di conservazione, decorano la navata centrale, il presbiterio e non pochi sono anche quelli delle navate laterali, di periodo diverso.

La cattedrale di Ostuni, eretta verso la metà del 1400, ha un prospetto ondulato con curve e controcurve, tripartito da due lesene, con tre portali a sesto acuto e un grandioso rosone centrale a 24 raggi che non ha pari rispetto a quelli delle altre chiesi pugliesi. Il modello del prospetto di Ostuni si ritrova a Laterza, Manduria, Maruggio… Un vero gioiello architettonico è san Giovanni al Sepolcro di Brindisi, dell'XI sec., una delle migliori testimonianze dell'architettura normanna. E sempre a Brindisi, lontana dal centro urbano, isolata, costruita tra la fine del Duecento e l'inizio del secolo successivo, la chiesa di santa Maria del Casale. Ha linee molto raffinate e la bicromia della pietra utilizzata ne esalta il fascino. Un baldacchino elegante e singolare copre il portale d'ingresso dell'edificio che all'interno è ricchissimo di affreschi di grandi dimensioni.
Ma ogni angolo della regione ha la sua chiesa che, spesso, ha segnato la storia del luogo: dalla cattedrale di Mottola del 1200, rimaneggiata tre secoli dopo, alle chiese fuori dei centri urbani come santa Maria Maggiore, oggi alla periferia di Manfredonia, e san Leonardo a Siponto; dalla chiesetta di santa Caterina al convento di santa Maria del'Isola a Conversano, con il cinquecentesco grandioso cenotafio di Giulio Antonio Acquaviva; da sant'Apollinare a Rutigliano, databile intorno al X sec., alla chiesa bizantina di san Bartolomeo di Padula, edificata nell'XI sec., a sei chilometri da Castellana Grotte, alla chiesetta romanica del santuario della Madonna de Bernis o d'Ibernia, fuori Cisternino, del XII sec., con rosone, campanile a vela, tre semplici portali corrispondenti alle tre navate.
Un interessante edificio tardo romanico è quello della cattedrale di Acquaviva delle Fonti. Sorto nel 1529 su una piana antica preesistenza culturale, ha un imponente prospetto a cuspide con al centro un fine rosone traforato.
Dei tre portali, quello centrale è preceduto, come nel caso della cattedrale di Altamura, da due grandi leoni stilofori.
Elegante la chiesa romanica di santa Maria a Cerrate, del XII sec., al centro di un interessante complesso abbaziale in territorio di Squinzano: la costruzione, a tre navate divise da grandi archi, ha un portale molto decorato.Sulla sinistra dell'edificio, si apre uno spazioso e ben loggiato delimitato da colonne con capitelli figurati quasi tutti originali. Assai bello il pozzetto rinascimentale posto nello spiazzo antistante il loggiato. E a Lecce la chiesa dei santi Niccolò e Cataldo, eretta da Tancredi fuori dalle mura cittadine nel 1180, oggi all'interno del cimitero comunale.
La facciata barocca, con statue aggettanti, conserva il portale centrale originario con la triplice fascia di intagli vegetali, mentre dal soffitto si alza una cupola emisferica che poggia su di un tamburo ottagonale di chiara ispirazione orientale.
All'interno, volte a botte, archi ogivali, pilastri polistili, affreschi.


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