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I GRANDI SANTUARI
Attraversiamola, questa Puglia della fede, cominciando dai grandi santuari che da secoli richiamano pellegrini e penitenti.
E il Gargano, la "montagna sacra" solcata da profondi valloni e coperta da fitte foreste, ricchissima di grotte naturali abitate dall'uomo preistorico, poi divenute luogo ideale per eremiti, tagliata da viottoli e sentieri che risalgono all'alba della storia, è il luogo che, sin dal medioevo, ha richiamato, con quell'aria di mistero della grotta della basilica di san Michele, a Monte Sant'AngeLo, milioni di pellegrini. Lì, secondo la tradizione, apparve per tre volte, tra il 490 e il 493 d. C., l'Arcangelo Michele. Il luogo della venerazione e della preghiera si raggiungeva, dopo chilometri e chilometri di cammino, attraverso varie vie, la più nota delle quali era la più nota delle quali era la Via Sacra dei Longobardi, che univa un pò tutti i villaggi, le chiese, i luoghi d'eremitaggio, i monasteri garganici attraverso una fitta ragnatela di tratturi. La città, per questa continua e massiccia frequentazione, si sviluppò sempre di più: si costruirono altri luoghi di culto, si cinse di mura, si dotò di castello. Lì ancora oggi vanno a pregare pellegrini di tutta Europa; lì, nel 1216, sali anche san Francesco d'Assisi.
A POCO meno di cento metri dalla basilica di san Michele, nella quale si entrava in origine da un unico fornice, si trova la ducentesca chiesa di santa Maria Maggiore e la cosiddetta Tomba di Rotari, e tra basilica e chiesa, in mezzo, il campanile ottagonale, alto e solenne, che si staglia netto verso il cielo.

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Furono gli angioini con Carlo I (1266-1285) che cambiarono il volto a Monte Sant'Angelo rafforzandone le difese, ristrutturando la basilica dell'Arcangelo per rendere più agevole il via vai dei pellegrini, coprendo il lungo corridoio che scende verso l'ampia profondità grottale, alzando il campanile (1274), alla cui realizzazione lavorarono due noti scultori e rnagistri del luogo, Giordano e il fratello Marando impegnati anche in altri cantieri angioini. L'attuale prospetto gotico della fabbrica, con arcata gemma e con i due portali, è opera recente che risale al 1865. Nell'ambiente grottale dove si prega, vi è la statua in marmo bianco di Carrara de] Santo scolpita nel 1507 e attribuita alla scuola di Andrea Sansovino.
Sempre su] Gargano, un. altro santuario, quello di santa Maria delle Grazie, retto dai Cappuccini, a San Giovanni Rotondo. Qui visse a lungo, tra soFFerenze e alti momenti di gioia, San Pio da Pietrelcina, il Santo delle Stimmate, sulla cui tomba milioni di credenti si recano a pregare e ad invocarlo. Dopo quello della Madonna di Guadalupe in Messico, è, questo, con i sei milioni di pellegrini l'anno, il più visitato tra i santuari cattolici di tutto il mondo. Ai margini della chiesetta nella quale visse il Santo, l'i luglio 2004 èstata inaugurata la chiesa nuova, progettata da Renzo Piano a forma di conchiglia e realizzata grazie alla carità dei fedeli. Essa può ospitare sul sagrato 3Omila fedeli e contener ne all'interno LimiTa, di cui 7mila tranquillamente seduti.
Non lontano, nella pianura della Daunia, ancora un altro santuario, quello della Madonna dell'Incoronata, a pochi chilometri da Foggia. Esso sorge nel luogo dove al principe di Ariano Irpino mentre andava a caccia nel bosco del Cervaro e ad un vecchio povero pastore, Strazzacappa, nel 1001, apparve su di una quercia la Madonna in tutto il suo splendore. Qui arrivarono pellegrini illustri, da san Francesco d'Assisi a san Tommaso d'Aquino, da san Bernardo di Chiaravalle a sant'Alfonso de' Liguori sino a Giovanni Paolo Il.
Se da nord si scende nel profondo sud della Regione, a Santa Maria di Leuca, di fronte all'immensità delle acque del Mediterraneo, alto sulla collina delle ultime propaggini della Murgia salentina, un altro antico luogo di culto: il santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, sorto su un antico tempio pagano dedicato a Minerva.
Anche questo complesso, dal quale passò, secondo una antica tradizione orale, san Pietro, e la Croce pietrina sullo spiazzo antistante lo ricorderebbe, ebbe visitatori illustri: tra questi, storicamente accertata, la visita, anche qui, di san Francesco d'Assisi e quella più recente, del 1990, di Giovanni Paolo Il. La chiesa più volte distrutta dai saraceni e dai turchi è stata sempre ricostruita, e oggi, molto accogliente, conserva testimonianze storiche notevolissime, tra cui una Madonna bizantina; è, inoltre, luogo di devozione e di memoria per le popolazioni del Capo di Leuca. In determinati periodi dell'anno, lunghi cortei di pellegrini, sgranando il rosario e cantando preghiere, ricordano quelli che si snodavano secoli addietro, quando arrivare al Santuario attraverso i tortuosi viottoli che si aprivano nella macchia mediterranea era già di per sé dimostrazione di fede.

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