HOME
HOME


  ACCEDI ALLA TUA AREA PRIVATA
username
password
Dimenticata la password?
Bed & Breakfast [88]
Hotel [16]
Agriturismi e Trulli [18]
Case e Appartamenti [26]
Affitta camere [3]
Centri benessere [0]
Campeggi [1]
Villaggi turistici [0]
Altri servizi [0]

Spiagge
Località
Laghi
Grotte marine

Archeologia
Castelli e Torri
Terra e Mare
I Luoghi della Fede

Ricette
Prodotti

LOCALI
Ristoranti - Trattorie [1]
Birrerie - Discoteche [4]
Teatri - Cinema [71]
 
OFFERTE IN CORSO
Nessuna offerta disponibile
 


Puglia vacanze, turismo e cultura nel sud-est italia
 ALLOGGI
alloggi
 MARE
mare
CULTURA
cultura
 SAPORI
sapori
 EVENTI
eventi
 PAESAGGI
paesaggi
PUGLIA
puglia
inserisci e promuovi nel portale:
IL TUO ALLOGGIO · IL TUO LOCALE · IL TUO RISTORANTE · UN BANNER


I PIU' ANTICHI LUOGHI DI CULTO
Numerose le testimonianze dei primi cristiani nella regione: resti di antichi luoghi di culto sono stati rinvenuti sotto le grandi cattedrali (Ruvo, Trani, etc.), in molti siti archeologici (Canne, Siponto, Vaste, etcj, in aree isolate sulle quali andrebbero approfonditi studi e ricerche.
Tra le più significative testimonianze monumentali rimasteci comunque, vi sono quella di santa Maria della Croce, alla periferia dell'abitato di Casarano, e la chiesetta di Barsento, a nord di Alberobello, ma in. territorio di Noci, eretta nel 591 d. C. da papa Gregorio Magno.
A Casaranello, patria di Bonifacio IX(1389-1404), la chiesa che era originariamente ad unica navata, poi, rimaneggiata ed ampliata, a tre navate con molti. affreschi lungo le pareti (uno dei quali narra la vita di santa Caterina d'Alessandria), conserva nel presbiterio, sulla volta e la cupola, mosaici paleocristiani del V sec., gli unici presenti in tutta la regione.
A Barsento, invece, su un leggero rilievo, si trova la chiesetta del VI sec. del complesso abbaziale dei monaci di sant'Equizio. La piccola fabbrica è a tre navate su pianta quadrata, coperta da tetti spioventi a chiancarelle, con un protiro quadrangolare e un bel campanile a vela.
Siamo ancora lontani dall'invasione dei monaci bizantini che, secoli dopo, intorno al Mille, arrivati in Puglia dalla Sicilia, dove i musulmani consolidavano la loro conquista, e/o dall'Oriente, dove continuavano le persecuzioni iconoclaste volute da Leone III Isaurico (717-741), daranno vita alla cosiddetta “civiltà rupestre”.
Lungo le scoscese pareti delle profonde gravine, utilizzando a volte grotte naturali e spesso scavando nella viva roccia, compatta ma facile da bucare, sorgono delle vere e proprie comunità con chiesa, strade, case per abitazioni, botteghe, servizi di ogni genere.
I luoghi di culto che sorgono in questi borghi cavernicoli, spesso a strapiombo sulle fenditure della roccia, testimoniano la profonda fede di migliaia di laici e religiosi. Qui monaci-pittori d'Oriente, favoriti dall'ambiente naturale, ma anche dalle popolazioni civili che avevano sangue magnogreco e che verosimilmente parlavano la stessa lingua, scavano chiese, a volte di piccole dimensioni, spesso a più navate, sulle pareti delle quali, madonne, santi, cristi benedicenti, sfilano gli uni a fianco degli altri con i loro ricchi panneggi dai mille colori, con le grandi aureole, con lo sguardo intenso, in atteggiamento regale o misericordioso.
Siamo nel cuore della civiltà rupestre, le pareti scoscese delle gravine vengono bucate per fare spazio alle abitazioni, alle stalle, alle mulattiere, alle chiese dei cavernicoli.
In sostanza, trasferiscono da noi un mondo che loro avevano dovuto abbandonare in Anatolia e nell'Oriente in genere.
A Mottola, nella gravina di Petruscio, si può ammirare, in un selvaggio habitat naturale, la città scavata nella roccia lungo le pareti di un canalone che taglia profondamente il terreno. Ma è tutta l'area intorno alla cittadina, punteggiata di cripte ricche di affreschi, a dare idea di quel che è stata la Puglia bizantina allo scadere del primo millennio. A Casalrotto, a qualche chilometro dall'abitato, vi è la cripta di san Nicola dei Greci tra gli anfratti silenziosissimi di una gravina poco profonda ricca di alberi di ulivi, di fico e fichi d'India.
Sia per la struttura ricavata "per via di togliere", sia per la ricchezza degli affreschi che coprono letteralmente tutte le pareti e i pilastri di sostegno che dividono i diversi ambienti, essa è forse il luogo di culto più rappresentativo, anche per l'ottimo stato di conservazione, di quel mondo bizantino che si sviluppò nel Mezzogiorno d'italia.

[clicca sulle immagini per ingrandirle]

Non manca, ovviamente, l'immagine di san Nicola, che richiama numerosissimi pellegrini ortodossi greci e russi. Alle spalle dell'altare, il Cristo Pantocratore: un'immagine ricorrente nella iconografia di quasi tutte le chiese bizantine. E poi tante altre rappresentazioni di santi prevalentemente orientali.
A Massafra, dopo aver visitato il santuario della Madonna della Scala, posto nel cuore della gravina, altro paesaggio mozzafiato: sulle alte pareti scoscese, scavate nella roccia, una lunga teoria di grotte, l'una sull'altra o l'una a fianco all'altra, comunicanti tra di loro attraverso cunicoli o strade, e, in mezzo, i luoghi cli culto ricchi tutti di affreschi. Tra i monumenti laici, la cosiddetta farmacia del Mago Greguro: una serie di piccole buche nella roccia che si inseguono tra di loro e che danno l'impressione che li si conservassero le tisane e le erbe medicamentose.
Ma lo spettacolo di Mottola e Massafra, si ripete a Gravina, Laterza, Ginosa, Castellaneta, Altamura, e in tutte quelle aree che, solcate dalle gravine, davano la possibilità di scavare lungo le pareti per sistemare alla men peggio la propria residenza, ma soprattutto per costruire una chiesa. Lungo la costa adriatica, nelle lame (tagli nella roccia meno profondi, dove un tempo scorrevano dei fiumi), il fenomeno, pur significativo, non registra la monumentalità degli agglomerati cavernicoli del tarantino e gli stessi luoghi di culto, forse proprio per questo, non danno il senso della grandiosità. A Monopoli, Ostuni, Polignano, Fasano e, più all'interno, a San Vito dei Normanni, di cripte e chiese se ne registrano non poche e tutte con una ricca iconografia di stile bizantino.

Un discorso a parte va fatto per il Salento leccese che, se è stata terra lungamente attraversata da legioni di monaci greci, non registra, per via della natura pianeggiante del territorio, complessi e agglomerati monumentali, pur contando la presenza di numerose cripte distribuite sul territorio e di chiese nate intorno al Mille e nelle quali, per secoli, i calogai hanno recitato e cantato in greco. Ma il Salento, dove la lingua parlata e la cultura che si è respirata per millenni è stata greca, per i contatti continui intrattenuti con l'Oriente, pur non ospitando agglomerati cavernicoli, se si esclude quel che si sviluppò lungo i lievi pendii della Valle delle Memorie ad Otranto, ha registrato la presenza di centri diffusori di cultura greca che non hanno avuto pari in Italia. Si pensi a San Nicola di Casole, a sud di Otranto.

Le cripte si ottenevano, come diceva il Vasari, per via di togliere, nel senso che si scavava nella roccia morbida e si ricavavano gli spazi per i vari ambienti, ma anche gli altari, i subselia, le divisioni funzionali per la celebrazione dei riti. E', questa, l'architettura rupestre sulla quale si sono soffermati in molti per sottolinearne la originalità.

Sono alcune migliaia gli affreschi presenti nelle cripte e nelle chiese bizantine del sud. Gli storici dell'arte hanno sottolineato l'importanza che le pitture a fresco rivestono nel panorama delle arti figurative sviluppatesi intorno al Mille e non pochi ne hanno richiamato la originalità. Le pitture parietali presenti nel Sud sono certamente di origine bizantina, ma col passare dei secoli, con le scuole difrescanti che nascono nella regione, l'iconografia delle cripte assume caratterische sue proprie e, per questo, si è parlato di "arte bizantina dell'italia meridionale". Quella sfilata di santi e madonne lungo le pareti, i pilastri, gli arcosoli degli edifici e delle cripte nonostante i secoli, sprigionano tuttora meraviglia e sorpresa.

[clicca sulle immagini per ingrandirle]



Torna alla lista »



Copyright © 2007-2014 COSTA EST -
P.IVA 02647840400 - Tutti i diritti riservati - Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti | privacy policy